Grosse Quirinal
Giorgio Napolitano sente opportuno, in una fase un po’ confusa della vita nazionale, intervenire con una certa frequenza. Anche nella recente intervista concessa a Eugenio Scalfari, che certo non è un sostenitore delle larghe intese, insiste su temi che si potrebbero sintetizzare con lo slogan “Tutti per l’Italia, tutti per l’Europa”. Particolarmente rilevante la sua “benedizione” all’ipotesi di elezione di una nuova Assemblea costituente, che superi il blocco delle indispensabili riforme istituzionali, naturalmente all’interno di “una visione ponderata dei nuovi equilibri da stabilire tra le istituzioni e tra i poteri, una visione ponderata alla luce di fondamentali principi e garanzie”.
3 AGO 20

Giorgio Napolitano sente opportuno, in una fase un po’ confusa della vita nazionale, intervenire con una certa frequenza. Anche nella recente intervista concessa a Eugenio Scalfari, che certo non è un sostenitore delle larghe intese, insiste su temi che si potrebbero sintetizzare con lo slogan “Tutti per l’Italia, tutti per l’Europa”. Particolarmente rilevante la sua “benedizione” all’ipotesi di elezione di una nuova Assemblea costituente, che superi il blocco delle indispensabili riforme istituzionali, naturalmente all’interno di “una visione ponderata dei nuovi equilibri da stabilire tra le istituzioni e tra i poteri, una visione ponderata alla luce di fondamentali principi e garanzie”. Con tutte le cautele del caso, il presidente parla di nuovi equilibri e questo elemento si può mettere in relazione a un’altra osservazione. Napolitano, nella sua esperienza al Quirinale ha compreso come “il presidente della Repubblica italiana sia forse il capo di stato europeo dotato di maggiori prerogative”. Il presidenzialismo è già in atto nel nostro paese? La risposta a questo quesito è condizionale: quando il potere politico è forte il ruolo del capo dello stato resta ben circoscritto, quando la politica è debole esso naturalmente si espande. Se le cose stanno così, vista la condizione critica del sistema delle rappresentanze politiche, che difficilmente sarà superato in un periodo breve, questa “espansione” delle funzioni presidenziali è destinata a travalicare i limiti temporali ristretti della legislatura.
Altro particolare che sembra collegato allo spirito del “Tutti per l’Italia” e al rifiuto delle esclusioni pregiudiziali (tanto care al suo interlocutore) è l’aver ricordato che la nomina di Mario Monti a senatore a vita, che preludeva all’incarico di formare il governo, richiedeva la controfirma di Silvio Berlusconi che “la diede subito”.
Indicando l’esigenza di realizzare nuovi equilibri tra le istituzioni e sottolineando l’esigenza di una riflessione attenta ma non paralizzante, il presidente continua nella sua opera di ricostruzione di un terreno politico devastato dalle polemiche, per far nascere dal dialogo e dal confronto una collaborazione fattiva, soprattutto per l’affermazione dell’interesse nazionale in Europa e per il rinnovamento delle istituzioni. Lo sguardo che varca il limite della legislatura supera anche quello del suo mandato, ma è difficile pensare a un percorso coerente con le scelte operate dal Quirinale e con lo spirito testardamente inclusivo che le ha caratterizzate, senza la guida di chi le ha espresse in modo tanto autorevole ed efficace. Naturalmente in una democrazia matura nessuno è indispensabile, ma quella italiana, alla prova di un rinnovamento profondo, ha ancora bisogno di Giorgio Napolitano.
Indicando l’esigenza di realizzare nuovi equilibri tra le istituzioni e sottolineando l’esigenza di una riflessione attenta ma non paralizzante, il presidente continua nella sua opera di ricostruzione di un terreno politico devastato dalle polemiche, per far nascere dal dialogo e dal confronto una collaborazione fattiva, soprattutto per l’affermazione dell’interesse nazionale in Europa e per il rinnovamento delle istituzioni. Lo sguardo che varca il limite della legislatura supera anche quello del suo mandato, ma è difficile pensare a un percorso coerente con le scelte operate dal Quirinale e con lo spirito testardamente inclusivo che le ha caratterizzate, senza la guida di chi le ha espresse in modo tanto autorevole ed efficace. Naturalmente in una democrazia matura nessuno è indispensabile, ma quella italiana, alla prova di un rinnovamento profondo, ha ancora bisogno di Giorgio Napolitano.